Riserva MaB Unesco

Il territorio comunale di Casina è compreso nella Riserva di biosfera Mab Unesco Appennino tosco-emiliano, che è stata istituita il 9 giugno 2015. L’area definita Riserva è condivisa da 34 Comuni di 5 province e occupa la superficie di 223.229 ettari, abitata da 101mila abitanti (d’estate 170mila): si estende a cavallo del crinale tosco-emiliano fra parmense, reggiano, modenese, Lunigiana e Garfagnana.mab-map
La Riserva Mab Unesco è una parte rilevante dell’Appennino settentrionale ed è caratterizzata da una particolarità unica: l’essere una speciale frontiera climatica euro-mediterranea. L’Appennino, spina dorsale della penisola italiana, fa parte della catena alpino-himalayana. Questa caratteristica ha determinato, insieme all’eredità geologica e naturale, lo svilupparsi di un complesso mosaico ecologico e culturale, a sua volta base dell’evoluzione del paesaggio.

Il Programma MaB – Man and the Biosphere (Uomo e Biosfera) – è stato lanciato nel 1971.
mab-unesco_hdMAB è un programma intergovernativo che mira a creare una base scientifica per il miglioramento del rapporto tra le popolazioni e il loro ambiente.
Scopo della proclamazione di ogni Riserva è promuovere e dimostrare una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi, creare siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l’educazione ambientale, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo e pianificazione territoriale.

Per il Comune di Casina la scommessa Mab Unesco corrisponde alla continuazione del programma di cultura ambientale Con Demetra, che dal 2008 ha ideato e realizzato molteplici iniziative per promuovere una coscienza ambientale diffusa e basata sullo spirito scientifico e critico. Con Demetra ha negli anni portato sul proscenio temi rilevanti e personaggi emblematici per comprendere la difficile transizione nell’antropocene, l’era in cui l’impronta umana sta cambiando i connotati al pianeta con rischi enormi per la Terra e per l’umanità stessa. Occorre una nuova saggezza, all’altezza del terzo millennio. E la Riserva di biosfera Appennino tosco-emiliano è il contesto perfetto in cui continuare l’opera di salvaguardia degli equilibri naturali, alla quale l’iniziativa culturale continuerà ad offrire il proprio lavoro.

Le iniziative del Comune di Casina in materia di Riserva Mab Unesco sono di competenza dell’Assessorato Cultura.
Contatti: Ufficio servizi culturali, tel 0522 604712 – cultura@comune.casina.re.it

Quali gli obiettivi della Riserva MaB? (Dal sito istituzionale www.mabappennino.it)

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foto Elisa Bertacchini

Conservazione

  • Conservare e rinnovare lo storico rapporto di equilibrio tra uomo e biosfera nell’Appennino Tosco-Emiliano, oggi minacciato dal progressivo abbandono dell’uomo, dai cambiamenti climatici e dalla omologazione culturale: tendenze cui le attuali tutele naturalistiche riescono a rispondere solo per specifici settori e senza un approccio olistico.
  • Tutelare la biodiversità, le funzioni degli ecosistemi, le infrastrutture verdi; controllare le specie alloctone la cui presenza tende all’aumento. Questi obiettivi sono legati alla conservazione di numerosi habitat e specie presenti (in particolare gli Habitat e le specie dei siti Natura 2000).
  • Difendere e promuovere le numerose produzioni agro-alimentari di qualità, spesso di nicchia, (tra cui i 64 prodotti DOP, IGP e tradizionali classificati dal Ministero dell’Agricoltura) frutto dell’elevata diversità sociale e climatica dell’area. In alcuni casi si tratta di veri e propri archetipi sociologici, storicamente caratterizzati da autoproduzione e auto-consumo, oggi minacciati dallo spopolamento delle aree montuose e dalla omologazione delle abitudini alimentari.
  • Tutelare la diversità sociale e culturale, cioè la cultura materiale e l’insieme di valori e tradizioni legati al un rapporto secolare profondo delle piccole comunità di Appennino con la terra e le stagioni. Un rapporto allentatosi nei decenni della crescente subalternità economica, logistica e culturale rispetto alle aree più abitate, industrializzate e urbanizzate a nord e a sud dell’Area MaB. Tutela in questo caso significa contrasto dell’ignoranza e della disaffezione (giovani) e anche superamento della semplice nostalgia (anziani) del passato, attraverso la conoscenza, la messa in valore e la rimotivazione delle risorse umane presenti rispetto un futuro di alta sostenibilità e di qualità del rapporto tra uomo e territorio (biosfera) in Appennino.
  • Contrastare il dissesto idrogeologico che è in gran parte un processo naturale, una componente dinamica della relazione tra geosfera, biosfera e antroposfera., ma che la componente antropica (l’abbandono dell’uso e della cura capillare della terra registrato negli ultimi 50 anni) ha in certi casi molto amplificato.
  • Monitorare i cambiamenti climatici e le conseguenze che essi determinano in un territorio a confine tra due fasce climatiche distinte e quindi area particolarmente sensibile alla registrazione degli effetti del riscaldamento globale sulle specie vegetali di montagna. Il monitoraggio riveste un particolare significato per le azioni di mitigazione e per l’avvio di un processo di resilienza che coinvolga tutta la comunità.

 Sviluppo

(foto Giuliano Bianchini)

(foto Giuliano Bianchini)

Conservare e valorizzare i paesaggi legati ad attività agro silvo pastorali di tradizione e, oggi a rischio di riduzione o abbandono, come le foraggere collinari del parmigiano-reggiano, i pascoli di crinale, i terrazzamenti in Lunigiana e Garfagnana. “Paesaggi culturali” che sottendono ecosistemi funzionanti in armonia con attività umane di qualità; risorse fisiche e processi di buona qualità costitutivi del capitale naturale su cui investire per il futuro.

  • Sostenere l’agricoltura di montagna, estensiva e di qualità. In agricoltura il recupero e la tutela della diversità sociale e culturale collegata alle caratteristiche del territorio sono elementi in grado di contrastare fenomeni ben noti nelle aree rurali-marginali, quali: disoccupazione, disaffezione dei giovani, invecchiamento della popolazione, spopolamento, fragilità del territorio. Valorizzare la diversità socioeconomica intesa come bacino di competenze significa quindi: sostenere le produzioni endemiche e di qualità (DOP, DOCG, IGP…) l’agricoltura biologica e la forestazione sostenibile; promuovere la multifunzione agricola (in particolare alla manutenzione del territorio, alla produzione di energie rinnovabili ed all’offerta di turismo rurale); incoraggiare i processi di ritorno alla micro-agricoltura anche con “nuove-antiche” produzioni.
  • Promuovere il turismo sostenibile attraverso la presa coscienza, secondo i dettami della Carta Europea per il Turismo Sostenibile, dell’importanza di ridurre e gestire gli impatti ambientali dei flussi turistici; con lo sviluppo dell’eco-turismo e del turismo naturalistico (in relazione anche al turismo scolastico), l’attenzione all’accessibilità del territorio per una corretta fruizione, il sostegno alle forme di Turismo Responsabile di Comunità, l’innovazione dell’offerta in tutte le stagioni e su tutto il territorio, il sostegno alla relazione tra turismo e agroalimentare.
  • Valorizzare la cultura e la storia: sottolineare la storia del rapporto intrinseco tra uomo e biosfera attraverso i segni e lo studio delle epoche passate, dalle Statue Stele di Lunigiana alle tracce degli insediamenti dei Liguri, dal patrimonio di castelli e di pievi d’epoca matildica, ai palazzi dei Malaspina, degli Este, dei Vallisneri, fino al “Maggio”, alla storia moderna, dal Risorgimento alla Resistenza, ad oggi.

Supporto logistico agli attori locali 

  • Studiare e monitorare i fattori abiotici e la biodiversità attraverso il rafforzamento della rete di collaborazioni e i protocolli di intesa con gli Atenei Universitari limitrofi (e non solo) al fine di ampliare la base conoscitiva ed installare una rete che possa dare input chiari alla funzione di tutela e di sviluppo dell’Area MaB. Stimolare la ricerca sul campo, affinché grazie all’innovazione si possano migliorare i paradigmi con cui si opera in questo territorio soprattutto nell’ambito delle infrastrutture, della comunicazione, del settore agricolo e turistico. Approfondire gli aspetti e costruire scenari sugli effetti che le pressioni antropiche possono generare sugli ecosistemi, sulle specie rare tanto della flora che della fauna, nonché sulle dinamiche connesse alla forestazione. Particolare enfasi verrà data al monitoraggio degli aspetti economici del territorio dell’Appennino Tosco Emiliano in particolare connessi alla produzione di energia, al prelievo di risorse, all’uso del suolo, alla capacità di carico turistica, all’impronta ecologica ed alla contabilità ambientale finalizzata alla definizione dei servizi ecosistemici.
  • Educare alla sostenibilità, intesa come educazione al rispetto della natura, ma anche come conoscenza delle vocazioni del territorio e affezione ad esso proiettata al futuro: per tutta la popolazione, in particolare per specifici categorie molto importanti per l’area e le attività connesse, quali gli agricoltori e gli operatori turistici, oltre ai tradizionali gruppi quali insegnanti e studenti. Programmi di educazione saranno estesi anche al di fuori dei confini della Riserva e rivolti ai visitatori che vi soggiorneranno.
  • Rafforzare e migliorare la governance. La Riserva potrà rafforzare, attraverso una visione unitaria aggiornata, autorevolmente e largamente condivisa, il coordinamento e l’interazione tra le azioni progettuali e di programmazione previste nei diversi piani e programmi territoriali vigenti, attualmente troppo frammentati e dispersivi. La riserva MaB sarà strumento importante della cooperazione territoriale tra i due versanti e per l’apertura a più ampie, globali relazioni istituzionali e non.

ginestra-di-spagna-3-lucaartoniVisita il sito Mab Appennino
per conoscere meglio di che cosa si tratta
e per trovare informazioni su luoghi e beni della riserva, attività e iniziative correnti, offerta turistica
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