PAES – Piano d’azione per l’energia sostenibile

L’ex Comunità Montana, ora Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano, ha ottenuto un finanziamento regionale e coordinato i lavori per dotare i Comuni, che lo hanno chiesto, di questo Piano al fine di indirizzare il territorio dell’Unione verso uno sviluppo sostenibile, perseguendo gli obiettivi di risparmio energetico, utilizzo delle fonti rinnovabili e riduzione di CO2.
I documenti, consultabili sul sito web dell’Unione Montana e dei singoli Comuni, diffusi anche via Facebook e newsletter, sono stati redatti, su incarico, dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena, che li presenterà a Bruxelles non appena saranno approvati dai Consigli Comunali (entro fine anno).
Essere dotati di PAES, oltre a rendere più consapevoli le Amministrazioni dei proprio consumi e pianificare gli interventi di sostenibilità energetica monitorandone gli impatti, potrà dare maggiori possibilità per accedere a finanziamenti europei per risparmio energetico e riduzione di CO2.

Partendo dalla situazione di emissioni del territorio e del Comune, fotografata al 2007, sono stati individuati diversi settori su cui agire per raggiungere l’obiettivo di riduzione della CO2. In alcuni casi, il Comune esercita un controllo diretto, per altri il controllo è più difficile perché si tratta di settori privati. In ogni caso, si tratta di un Piano “in divenire” che prevede delle verifiche biennali. In base ai risultati effettivamente raggiunti si potranno rimodulare le azioni, anche rispetto a nuove proposte.

I PAES contengono azioni suddivise in settori che riguardano la riqualificazione energetica degli edifici, la pianificazione territoriale, gli edifici pubblici, i trasporti e l’illuminazione pubblica, l’adattamento climatico. Alcune di queste sono già state avviate negli anni scorsi come, ad esempio, l’installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici comunali e scolastici, la sostituzione di lampade con i led per l’illuminazione pubblica. Alcune azioni future riguardano il miglioramento dell’efficienza energetica di scuole ed edifici pubblici, l’aumento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, incluso anche l’utilizzo delle acque dell’acquedotto per produrre energia idroelettrica.

I singoli Piani, corredati da un documento che li mette in relazione con il territorio dell’Unione, prevedono, inoltre, azioni di conoscenza e formazione su questi temi rivolte a tecnici, cittadini, amministratori, come la recente lectio magistralis al Teatro Bismantova del Prof. Vincenzo Balzani, dell’Università di Bologna, sul tema “Energia oggi e domani: quale futuro per l’astronave terra?”.

Nei giorni in cui i 150 capi di stato stanno cercando di trovare un accordo per riuscire a contenere il riscaldamento globale e mentre un americano mediamente emette oltre 16t di CO2/anno e un europeo quasi 7 come un cinese, quasi 2t un indiano, ora sappiamo che un abitante di Carpineti emette 7,8t di CO2/anno.

I Comuni, ora dotati di PAES, si impegneranno a ridurre almeno del 20% le loro emissioni, valore e risultato che sarà migliore se manterranno tutti gli impegni presi nel Piano arrivando, in alcuni casi, anche a riduzioni di oltre il 35%.

Questi Comuni sono anche parte della Riserva MaB Unesco Appennino Tosco Emiliano; luogo riconosciuto per un equilibrato rapporto tra uomo e ambiente, ma dove è necessario continuare ad impegnarsi per migliorarlo. Essere dotati di PAES e perseguirne le azioni è dunque un passo in avanti per la sostenibilità ambientale e per la cura di questo territorio e quindi della nostra casa comune.

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