La storia del comune

Il 4 dicembre 1859 il Dittatore delle province modenesi e parmensi Carlo Luigi Farini istituiva il comune di Casina, costituto dalle frazioni di Sarzano, Cortogno, Lèguigno, Giandeto, già appartenenti durante il ducato estense al comune di Carpineti, e Paullo e Pianzo, già appartenenti al comune di San Polo.

La scelta della sede comunale a Casina, piccola borgata a valle di Sarzano, fu determinata dall’essere centro di smistamento e comunicazione sull’importante strada militare Gualtieri-Aulla, progettata e costruita dal Bolognini alla fine del ‘700.
Dal 1° gennaio 1860 iniziò quindi formalmente l’attività dell’attuale comune. Il 12 febbraio si svolsero le elezioni del Consiglio comunale dove, in base alle norme previste dalla legge, furono iscritti a votare 59 cittadini su una popolazione di 3620 abitanti. Sindaco del comune di Casina fu nominato Bartolomeo Grossi di Sarzano.
Alla fine del 1862 venne acquistata l’area per la costruzione della nuova “fabbrica comunale” che fu terminata nel 1870, ospitando oltre agli uffici del comune anche le scuole.

Le vicende successive all’Unità d’Italia sono quelle di tutta la collina e la montagna reggiana. La formazione del nuovo Stato, all’inizio, ebbe un impatto non facile: le tasse e la leva obbligatoria, causarono contrasti piuttosto vivaci, in particolare la violenta esplosione contro la tassa del macinato, che ebbe in Casina uno dei centri principali con le azioni di Angelo Manini e dei figli Secondo e Filippo di Banzola e di Francesco Montruccoli di Paullo.

Cinquant’anni dopo l’Unità d’Italia il tenore di vita migliorò sensibilmente, soprattutto per merito del progresso tecnologico che nel primo decennio del XX secolo fece fare un salto di qualità anche nella provincia di Reggio Emilia.
Quando il governo Giolitti, per porre l’Italia fra le potenze coloniali, iniziò la guerra italo-turca del 1911-12 per la conquista della Libia, anche alcuni casinesi parteciparono. Ma fu con la Grande Guerra del 1915-18 e poi con la Seconda Guerra Mondiale che vi fu la massiccia partecipazione di tanti giovani casinesi, molti dei quali non tornarono.

Con la Liberazione del 23 aprile 1945 e l’insediamento il 25 della nuova Giunta amministrativa riprese il cammino democratico del comune di Casina.
Nel 1957 venne aggregato Beleo, già appartenente al comune di Ciano d’Enza, e costituita la frazione di Migliara, che con Sarzano, Cortogno, Paullo, Giandeto, Lèguigno e Pianzo, forma l’odierno comune di Casina.

 

Per saperne di più

Aa.Vv., Casina, lo scorrere di un secolo, Comune di Casina – Age Grafico-editoriale Reggio Emilia, 1990.

Aa.Vv., Casina in guerra, Comune di Casina – Age Grafico-editoriale Reggio Emilia, 1993.

G. Caroli (a cura di), Casa Comune – Istituzioni, uomini, edifici nella storia di Casina, edizioni Sarzano, La Nuova Tipolito, Felina (RE), 2011.

 

pagina a cura di Paolo Gregori  (Casina  – Sezione di storia locale)