Preistoria e storia del luogo

All’età del bronzo risalgono i primi insediamenti che attestano la presenza dell’uomo nel Comune di Casina: i reperti rinvenuti a Monte Venéra e Faieto fanno riferire i luoghi all’età del bronzo medio e recente (XIV-XII sec. a.C.).
Sulla sinistra del torrente Tassobbio in prossimità del borgo di Ariolo, nella frazione di Pianzo, sorge Monte Venéra (467 m.) dove nel 1872 il Chierici e il Mantovani scopersero un “villaggio terramaricolo”. Questa interessante stazione preistorica presenta materiali ceramici e numerosi oggetti in bronzo quali pugnali, rasoi, asce, spilloni.
Nella frazione di Cortogno, sulla cima di un cucuzzolo (690 m.) posto sulle falde meridionali del Monte Pulce, nel 1997 è stato scoperto il “villaggio del Faieto” che fu impiantato su più ordini di terrazzi che risalivano la collina.

Con l’inizio dell’età del ferro la montagna e la pianura reggiana sembrano essere pressoché spopolate. Sembra cioè che, dopo la crisi che provocò la fine della civiltà terramaricola, nessun abitato etrusco o ligure abbia presidiato la montagna reggiana. È solo verso la fine del VII-inizi VI sec. a.C. che gli etruschi penetrano nella montagna reggiana. Il territorio fu controllato fra il VI e V secolo dagli Etruschi, mentre dal IV in poi anche dai Liguri.
Nel 1952, quasi sul ciglio della strada che da Trinità (frazione di Pianzo) scende con alcuni tornanti al ponte sul Tassobbio, in località Bosco Cernaieto, furono scoperte, durante lavori di scasso per disboscamento, tre urne cinerarie con tracce di ossa combuste poste entro cassette formate da lastre di arenaria. I corredi funerari, formati da fusaiole, fibule e un coltello, fanno risalire i sepolcreti al III-I sec. a.C.

Con una serie di campagne militari nel II sec. a.C. i Romani conquistarono l’entroterra appenninico tosco-emiliano debellando le popolazioni liguri. L’attestazione della dominazione romana in territorio casinese è rappresenta dall’origine di alcuni nomi di insediamenti e nuclei di una certa consistenza in quel periodo: Pianzo probabile derivazione del pronome personale “Plancius”, Sarzano da “Sergianus”: si tratterebbe dei primi fondi agricoli a cui ha lasciato la denominazione la famiglia residente. Oppure Cortogno da “Cortonius”, Bèrgogno da “Bergonius”, la cui origine sembra derivare da onomastici di tradizione celto-ligure. Reperti archeologici sono stati rinvenuti a metà degli anni 1980 nei pressi della Villa di Giandeto, attorno al1990 a Castione di Lèguigno, riconducibili al II-I sec. a.C., e, nel 1997, presso l’abitato di Cortogno, il significativo ritrovamento di una fornace per laterizi databile alla tarda età repubblicana.

Con la caduta dell’impero romano anche il territorio di Casina subisce le vicende comuni a tutto l’Appennino: la lunga stagione di lotte tra Bizantini e Longobardi con l’ultima resistenza dei Bizantini asserragliati in Bismantova e la riorganizzazione dello stato ad opera di Longobardi. Nei secoli IX e X compaiono i primi insediamenti rurali, Migliara, Beleo, Giandeto, i primi “castra” fortificati: Sarzano, Lèguigno, Paullo, e contemporaneamente le prime piccole sedi del potere religioso (Pieve di Paullo). Questi castelli e queste pievi sorte come capisaldi del potere canusino, dopo la morte di Matilde e con il consolidarsi della struttura e della giurisdizione territoriale del comune cittadino, accettano per la maggior parte la fedeltà al Comune di Reggio.

Durante il XIV secolo, diminuendo il potere del comune cittadino, aumentarono le lotte anche sanguinose dei feudatari per il loro possesso. Le famiglie che maggiormente si fronteggiarono furono quelle dei Fogliani e dei Gonzaga. Ai Fogliani appartennero gli importanti capisaldi di Sarzano, Giandeto e Leguigno; ai Gonzaga quelli di Paullo e Pianzo. Il secolo XV vide il prevalere definitivo del potere estense e per le comunità della zona iniziò un periodo di relativa stabilità.

Nel ‘700 la Corografia degli Stati Estensi del Ricci ci offre un quadro preciso della zona e della sua struttura amministrativa: il marchesato di Sarzano con le ville di Sarzano e Cortogno e i borghi di Casalio, Monchio, Migliara, Vaglio e Casina; la contea di Paullo con i borghi di Lèzzolo, Costaferrata e Brugna; la contea di Sordiglio e Banzola con la villa di Susineta; la contea di Lèguigno con i borghi Foresto, Cucchio e Montata; la contea di Giandeto e Onfiano e il borgo di Croveglia; il comune di Pianzo del Marchesato di Scurano con i borghi di Montale e Sabbione; Beleo parte del Ducato di Parma.

Dopo il 1796 con la cacciata degli Estensi e con la costituzione del Regno d’Italia, nel Dipartimento del Crostolo vengono aggregati al Cantone di Carpineti i comuni di Sarzano con Cortogno, Giandeto e Lèguigno e al Cantone di Montecchio i comuni di Paullo e Pianzo.

Caduto Napoleone, il duca austro-estense Francesco IV sopprime nel 1815 i comuni istituiti durante il Regno d’Italia: Sarzano con Cortogno, Lèguigno e Giandeto vengono assegnati al comune di Carpineti, mentre Paullo e Pianzo a quello di San Polo.

Dal 1° gennaio 1860, con decreto Farini, riunendo le sei frazioni, si costituisce il Comune di Casina.

 

Per saperne di più

Aa.Vv., Casina, tracce del tempo, Comune di Casina, 1985.

J. Tirabassi, Faieto, L’età del bronzo in montagna, Catalogo della mostra, Musei Civici di Reggio Emilia – Comune di Casina, 1999.

Aa.Vv., La Valle del Tassobbio, la vita nei secoli prima dei Canossa, Proloco Cortogno, La Nuova Tipolito, Felina, 2011.

 

pagina a cura di Paolo Gregori  (Casina  – Sezione di storia locale)